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BIOGRAFIA UFFICIALE N. 6
FRA SERPO da FISCHIABOTTO
detto FRA SENO
Un corpo deformato, quasi colato, a formare un solo ma enorme seno. Questa sciagura segnò la vita di Fra Serpo da Fischiabotto.
Ei copriva impavido la trista appendice col vasto e ruvido saio, ma inutilmente: deriso dai propri maligni confratelli, divenne così noto come Fra Seno.
La sua condanna e il suo mammario fardello divennero ben presto per lui (ah! indole caparbia e fiera!) il fertile terreno su cui nacque e prosperò una nuova ragione di vita:
“Che i derisi e gli offesi non abbiano a patir più!”
Così scrisse sulla porta della sua piccola cella in un freddo mattino di gennaio.
Trovar pozioni, unguenti ed elisir fu sua ragione di vita e suo destino.
Animali volanti, striscianti, nuotanti
divennero la sua preda.
Il suo laboratorio si riempì di boccette ed alambicchi: nelle prime la triste fauna rapita, nei secondi distillato di piume, bava bollita, stufato di peli, polvere di unghie...
e quant’altro.
Ma Fra Seno peccò d’ingenuità,
e mai pose tappi a chiuder le boccette.
Così gli animali fuggirono, tornando in boschi, mari, cieli, e portando con sé le speranze del frate.
Dopo la sua morte i confratelli, piangendone l’assenza, violarono l’intimità della sua cella, sorprendentemente adornata da ritratti delle bestie fuggite che Fra Seno, fine artista, aveva realizzato nella sua lunga vita.
Soltanto anni dopo, in una sottile fessura del muro, fu ritrovato il suo prezioso taccuino, ricco di ricette e pozioni mai realizzate. |